Giro della Sardegna 2013

01-08 GIUGNO 2013 – GIRO DELLA SARDEGNA

girosardegna.jpg

CRONACA

Ci siamo: questo è il nostro terzo giro e il gruppo è sempre più consistente. Quest’anno siamo in 12, sempre con un’unica macchina che è stracolma di bagagli.Salutiamo dalla nave Marco Rela e Antonello che purtroppo non son potuti venire e iniziamo l’avventura con una notte in traghetto a combattere con il freddo dell’aria condizionata, le luci e le scomodissime poltrone.  Bene ha fatto Daniela che si è portata una sorta di sacco a pelo.
Comunque l’entusiasmo è tanto per cui allo sbarco è dimenticato tutto e non vediamo l’ora di iniziare la lunga pedalata.
Appena scesi, Carlo deve subito cambiare una camera d’aria ma tanto dobbiamo ancora aspettare la macchina e organizzarci per cui non perdiamo molto tempo.
Da Porto Torres attraversiamo subito una zona industriale e poi una monotona pianura fino al lago di Baratz, un’oasi naturale che ……

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24 pensieri su “Giro della Sardegna 2013

  1. Il miglior commento per uno che lavora come il sottoscritto è quello di essersi già prenotato le ferie in quel periodo, onde evitare di dover “lanciare la spugna” a metà percorso come lo scorso anno. ARRRIVEDERCI

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  2. Bello il percorso e sicuramente ben studiato da quel professionista del cicloturismo che è Giacomo. E’ da giorni che sto cercando di trovare una variante da proporre per includere anche il passaggio da Cagliari (che mi dicono essere molto bella) e Villasimius con l’area protetta di Capo Carbonara. Purtroppo non mi esce nulla di fattibile con i vincoli imposti dai traghetti. Ma forse una puntata a Cagliari nella terz’ultima tappa potrebbe anche uscirci, se ne valesse la pena, boh !? Comunque prima di parlare sarà meglio iniziare ad andare in bici, visto che ad oggi ho totalizzato ben 0 km.

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  3. Per il rientro anticipato di Anna ho visto che c’è un aereo diretto Cagliari -Genova Giovedi 6 alla sera a 42€. Ci sarebbe solo il problema della bici ma in qualche modo possiamo fare: la lasciamo sempre sul tetto della macchina e la tiriamo giù solo alla sera…

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  4. ciao,
    ho trovato questo sito per caso. Sto facendo “zapping” su internet in cerca di info perche il mese prossimo sto pensando di andare in sardegna partendo da milano ( nel momento in cui scrivo sono le 22.05 del 20 maggio 2013). Se c’e’ qualcuno che vuole aggregarsi io sono ben disposto a condividere questa esperienza. Dato che l’ultimo post , a parte il mio, risale a 6 mesi fa spero che ci sia ancora qualcuno che bazzichi ancora questo sito e che legga il mio post
    ciao
    Giancarlo da milano ( cv71@tiscali.it )

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  5. Rispondo a Giancarlo.
    Mi fa piacere che tu abbia scoperto il nostro sito: già l’anno scorso la nostra esperienza di giri è servita ad altri appassionati toscani per organizzare un analogo giro in Corsica. Noi siamo in partenza come da programma il 31 Maggio e quando torneremo completerò il tutto con la cronaca dettagliata e le foto così come ho fatto per il giro della Corsica del 2011 e quello della Toscana del 2012, così che potrai trovar spunto per il tuo giro.
    Segui e naviga nel nostro blog: troverai spunto per innumerevoli giri sulle strade della Liguria, del basso Piemonte e dell’entroterra del Levante ligure, in genere strade poco trafficate, poco conosciute….sempre in salita o in discesa ma che dal punto di vista ciclistico e paesaggistico danno grande soddisfazione.
    Se ti piacesse fare un giro in bici dalle nostre parti non esitare a contattarmi.
    Giacomo (giaco.parodi@gmail.com)

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  6. IL PREDATORE PERFETTO
    In questo giorno perfetto in cui il cielo a poco poco si colora e il muro viola vi si confonde nel mattino sardo; in cui la stanchezza eppure la voglia di continuare si contendono il residuo del mio viaggio, mi siedo con un pò di solitudine, da sempre il mio cuscino, la mia cuccia. Perchè io sono il gatto che se ne va solo e…….! Da un angolo della piccola piscina rettangolare e stretta dell’albergo di Capocaccia posso vedere senza essere visto, sommo piacere da gatto, il predatore perfetto. In una prospettiva vinciana mi sento al centro del mondo, ma nessuno lo sa. Belin!! A Carloforte parlano genovese, ma non dicono belin. Non sanno nemmeno che cosa vuol dire. Conclusione: si può parlare genovese senza dire belin. E’ un’osservazione non da poco. Ciò che sembra scontato, addirittura automatico, per altri semplicemente non esiste. Ognuno ha modi suoi per fare la stessa cosa. Anche viaggiare, che è un pò come vivere. Ognuno lo fa a modo suo. Io non viaggio per vedere. Non faccio fotografie. Non mi va di fermare attimi. Preferisco lasciarmeli scorrere addosso. Ho sempre capito troppo poco dalla vita per fissarmi nei particolari. Per me viaggiare è scorrere. Mi basta pedalare, come mi basta vivere, perchè io sono il gatto che se ne va solo e tutti i luoghi gli sono uguali. Invece c’è chi vive per……
    Le risposte al senso della vita sono innumerevoli, forse tante quanto ognuno di noi. Me ne vengono in mente alcune, magari un pò semplificate e quindi senza dubbio inesatte, ma così, tanto per dire:
    lo scopo della vita è l’espiazione del peccato di aver “voluto” vivere (Buddha, Stoici, Schopenhauer ecc)
    lo scopo della vita è la salvezza dell’anima (Platone, S.Agostino, Maometto, Pascal, Kierkegaard e coll)
    lo scopo della vita è celebrare la potenza infinita dello spirito (Fichte, Hegel, Croce, Gentile ecc)
    lo scopo della vita è la creazione artistica (Shelling, Bergson, Wagner)
    lo scopo della vita sono il piacere e la felicità (Cirenaici, Epicurei, playboys e pigliafica)
    lo scopo della vita è il successo e fare molti soldi (Pragmatisti, Calvinisti, Berlusconiani e bottegai in genere)
    In realtà la risposta è una sola e molto semplice: lo scopo della vita è vivere. Come del resto dimostra in maniera tassativa la nostra voglia di pedalare e basta.

    Il colore del cielo è cambiato e il muro davanti a me si distingue. Prima sembrava non esserci; ma è solo cambiata la luce. Persino un muro appare e scompare. Dipende dalla luce e dal punto di vista. E così persino il predatore perfetto può diventare preda. Per un cane sardo uno strano animale che gira vorticosamente le gambe è preda. Milioni di anni di evoluzione glielo hanno insegnato. E’ inutile incazzarsi. Lasciamoglielo credere. E’ suo diritto. Mordevano prima i suoi avi di quanto i nostri andassero in bicicletta……..Vogliamo chiamarla “tradizione”? C’è chi dice che le tradizioni siano “valori”. Belin!! E’ una tradizione dei genovesi? Però qui a Carloforte non lo dice nessuno. E se anche le “tradizioni” fossero apparenze? E i valori? Come muri viola a seconda della luce? E se fossero tutte cazzate?
    Quante cazzate possono venir fuori da un muro viola, da una piscinetta oblunga e dal morso di un cane!
    Viaggiare è anche questo. Forse le uniche cose serie della vita sono proprio le cazzate. E tutto il resto sono cazzate.
    Grazie di cuore a tutti

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  7. Non ho letto tutti i post, però un mex lo lascio ugualmente: io parto sabato (15 giu) da Milano x genova. Da li traghetto (penso mi rivolgero’ a tirrenia) fino a porto torres. Se qualcuno volesse unirsi anche solo per un tratto con me e ben accetto.
    ciao a chiunque leggerà il mio post

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  8. rispondo a giacomo
    ciao,
    non mi ero accorto di aver gia postato in passato su questo blog. ci sono tornato nuovamente per caso e in un secondo tempo mi sono accorto della tua risposta e del mio precedente post.
    Ma siete gia rientrati dal giro? com’è andata considerando il tempo non proprio adatto?
    Io ho preparato tutto e sabato chiudo il gas, salgo sulla scot e vado!
    fatti sentire
    ps: adesso non ho modo di perdere i messaghgi del sito perche ho attivato la notifica sulla mail
    ciao
    Giancarlo

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  9. Caro Giorgio, sono Sabrina e mi permetto di risponderti in merito al predatore perfetto. Innanzi tutto io adoro il gatto che se ne va da solo … e tu lo hai descritto in modo superbo.
    Hai spiegato con poche parole delle sensazioni che non tutti provano.
    La luce, il muro che compare e scompare e tutte le divagazioni sul tema … complimenti sono perfettamente d’accordo con te.
    Con un goccio di invidia “positiva” ammiro il tuo modo di essere viaggiatore che è poi quello giusto che forse non sarò mai in grado di raggiungere.
    Un caro saluto a voi tutti, siete davvero in “gamba”. Aspetto di vedere le vostre foto e vi abbraccio con simpatia.

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  10. Non sono notoriamente un poeta come Giorgio. Il mio modo di viaggiare comincia prima della partenza: è un’attività che faccio con piacere l’ho sempre fatto e continuerò a farlo. Poi tengo un piccolo diario di quello che ho visto e di piccoli particolari che sempre accadono nelle giornate di viaggio e poi faccio delle foto per fissare momenti che mi danno particolare emozione: non mi fido della mia memoria e le sensazioni provate in 7 giorni non le voglio perdere dopo un mese ma soprattutto le rivoglio condividere dopo con chi le ha vissute con me.
    Domenica mattina, dopo una notte insonne in traghetto, ero di umor nero e mi sembrava che il “viaggio” non fosse andato bene come lo avevo programmato: mi venivano in mente solo i tratti in superstrada, i lunghi rettilinei in mezzo alla pianura, le deviazioni di km per un ponte interrotto, i km a vuoto per trovare la strada giusta, tutte cose, pensandoci a mente fredda, che in quasi 1000 km sono abbastanza probabili. Ora ho visto le foto, ho riletto il mio piccolo diario e ho ripercorso il viaggio momento per momento: Ragazzi! Abbiamo visto posti magnifici, scogliere, baie, calette, spiagge, tante salite ma anche tante esaltanti discese, isole e faraglioni. E montagne verdissime e selvagge e laghi dal blu intenso. E abbiamo condiviso le indimenticabili cene. Ma forse, più di tutto il resto, questo giro sarà ricordato per Ignazio, che si è fatto fotografare sotto il cartello ORISTANO, che ha festeggiato il compleanno a Calasetta, che arrivava sempre ultimo nelle salite ma che mai ha mollato e che a Tonara ha detto: “Io sulla macchina non ci monto più!”.
    Ora sono sicuro che penserà già alla partecipazione al prossimo giro e questo per me è la più grande soddisfazione.

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  11. Saro‘ sintetico una piacevole e distensiva esperienza da ripetere e da condividere anche con un numero superiore di partecipanti veramente tutto pk, anche se non sono da sottovalutare alcune situazioni pericolose cui siamo stati esposti mi riferisco in particolare ai cani ed ad alcuni brevi tratti cui siamo stati costretti a percorrere le superstrade circa 10 km. su mille……..grazie a tutti per la bellissima rsperienza vissuta.

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  12. Non sono profondo e poetico come Giorgio che ammiro profondamente per il suo Essere ! Non sono così severo e direttivo come Giampiero il cui ruolo in un Gruppo di 12 è fondamentale per la sicurezza di tutti ! Non sono così programmatore e organizzatore come Giacomo senza il quale i nostri giri semplicemente non ci sarebbero. Non sono saggio come Carlo S., forte come Giampaolo, loquace come Carlo M., verde come Franco, amabile come Daniela, disponibile come Ignazio, divertente come Armando, solido come Aldo. Sono un po’ tutto e un po’ niente ma entusiasta d’aver vissuto 9 giorni fantastici con persone eccezionali che danno tanto e che, nel viaggio, ti fanno a crescere. L’affetto sincero va agli amici che, per differenti motivi, sono rimasti a casa. Chissà quante altre esperienze, emozioni e stimoli in più avremmo condiviso. Ma Carlo M. mi ha insegnato proprio in questi giorni che è giusto non essere voraci e che bisogna lasciarsi sempre qualcosa da vedere e sperimentare nell’occasione di un ritorno. L’auspicio e l’augurio è allora quello di poterci ritornare tutti con anche Antonello, Marco, Anna, Valter, Marina D.B., Marina P., Ruben, Aurelio, Vittorio, Fabio, Mario, Claudio e chi altro vorrà percorrere un pezzo di strada e di vita insieme (visita a Barumini inclusa). Grazie e un abbraccio a tutti. Moreno

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  13. Sono contento dei vostri commenti tutti migliori del mio che, scritto a caldo domenica pomeriggio, stanco e con il morale un pò giù, rileggendolo mi sembra un pò una caduta di stile. Pazienza, io sono anche quello. Prendetelo per quello che è……

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  14. Amici,

    estasiato da tanta creatività da parte di Giorgio, ed anche impressionato dalla concretezza di Giacomo o Giampiero, che posso aggiungere, che sono pure persona di poche parole?
    Sono un poco piu’ negativo di Giorgio nel giudizio sui cani, non molto in discordia sul modo di sentire il viaggio, posti fantastici, tantissimo da vedere (Barumini specialmente!) ma pedalare, andare … Tra l’altro quando i cani hanno attaccato anche me, ho rischiato pure io di andare!
    Ero alla prima esperienza, se non di viaggio itinerante in comunita’ sicuramente di viaggio in bici, cosi’ lungo ed intenso! I compagni di viaggio li conoscevo ma mi sono sembrati fino meglio … forse persino io ero meglio …
    Il capolavoro organizzativo di CHI h organizzato …
    Sto finendo di smaltire la stanchezza, ma gia’ lunedi’ prossimo, mi verrà da dire, scimmiottando una canzone di Dalla (Itaca)
    “… anche la fatica in fondo
    mi da’ sempre un gusto strano
    se ci fosse ancora mondo (in Sardegna o altrove)
    sono pronto dove andiamo …”
    Baci, Carlino

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  15. beh, Giacomo, preparati a prenotare un torpedono per la prossima volta, visto l’ appello, condiviso, di Moreno agli assenti !
    Se devo dirvi la verita’, avevo voglia di tornare a casa. Non perche’ ci fossi stato male, anzi…. visto che sto dicendo a tutti gli amici e conoscenti della grande esperienza fatta (la prima per me). Ma perche’, quando faccio giri impegnativi, mi piacerebbe sempre che ci fosse anche la mia meta’ (e’ una debolezza ?), anche solo per condividere con me le sensazioni, che in bici sono uniche : l’ ideale sarebbe il tandem, ma e’ solo un sogno. Anch’io ho in programma di rivivere, una sera di queste, il viaggio cercando di attaccare tutti i ricordi e i flash, che pero’ stanno a poco a poco aggrovigliandosi e sbiadendo , ma penso che con le foto che avete fatto voi, in particolare voi che avevate la fotocamera nella saccoccia, mi risultera’ piu’ facile ………………………..

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  16. …….. e adesso faro’ concorrenza a Giorgio , il poeta di Fiaccun :
    culurgiones
    spaghetti alla bottarga
    spaghetti alla bottarga con arselle
    pecorino
    salumi
    prosciutto crudo
    malloreddus al sugo di pecora
    fregola
    gnocchetti
    pecorino stagionato grattuggiato
    seadas
    vino carignano
    pane guttiau
    carasau
    mirto
    ……….Ichnusa
    Lista aperta al contributo di altri poeti.

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  17. Apro il blog pensando di leggere qualche commento ciclistico sul viaggio in Sardegna e mi trovo nel pieno di disquisizioni poetico filosofiche sul senso della vita. Che dire? Sono spiazzato. Personalmente penso che abbia ragione Giorgio quando afferma che lo scopo della vita è vivere, ma aggiungerei una cosa. Visto che l’uomo è un “animale” sociale, lo scopo della vita è vivere il sociale, possibilmente lasciando traccia del proprio passaggio su questo mondo e non c’è bisogno di chiamarsi Michelangelo, Eistein, o Gagarin, basta il cognome che ognuno di noi ha sulla carta d’identità. L’importante è non pensare che la vita sia un immenso luna park, o un casinò dove l’importante sia divertirsi e far soldi, sarebbe un viaggio nell’effimero. Già perchè la vita è un viaggio, anzi il viaggio in bicicletta è la metafora perfetta della vita: porsi una meta, la fatica della salita, aver voglia di mollare tutto, la soddisfazione di arrivare, la gioia della discesa, tanti e tanti Km di noiosissimo rettilineo poi una svolta per riscoprire la voglia di pedalare (di vivere) e raggiungere una nuova meta.
    Se ciò è vero, non aver potuto faticare assieme a voi, per me è stato come non vivere. ciao a tutti

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  18. Cari ragazzi, è il mio turno:
    difficile non cadere nell’ autocelebrazione, ma effettivamente questo viaggio lo sento come qualcosa di speciale, perlomeno “una cosa fatta bene”.
    E’ la mia percezione ma mi è difficile pensare che possa essere diverso per tutti gli altri partecipanti.
    Mi riferisco all’allegria, all’armonia e al piacere di stare insieme che ci ha accompagnato dall’inizio alla fine.
    Pedalando sulle strade sarde di fianco del mare nei lunghi rettilinei in campagna, fra le pecore e su quelle salite dure ma non troppo io ero sempre allegro, mi domandavo “chi posso andare a sondare per sapere cosa vede e come la pensa “. Un modo per condividere piacevolmente i bei momenti.
    Così con questo spirito siamo arrivati in fondo portando a casa un bagaglio di ricordi, ognuno i suoi, ma condivisi.
    Il momento più bello?
    questo è davvero soggettivo: a Arbus quando finalmente mi son deciso e con l’aiuto delle esperte mani dell’ingegnere Postale Armando ho cambiato la sella e da allora ho visto tutto da un’altra prospettiva.
    Un grazie speciale a Giacomo e Gianpaolo che hanno contribuito in maniera determinante all’organizzazione e alla logistica, benvenuto all’elegante Aldo, complimenti alla Daniela perfettamente a suo agio ovunque e all’entusiasta Ignazio e cari saluti a tutti , alla prossima Carlo

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  19. Bel giro, io ne ho fatti 2 il primo dalla parte settentrionale per poi chiudere tagliando il centro per bosa,nuoro dorgali e Orosei e tornando ad Olbia.
    La seconda volta facendo piu’ o meno il tuo itinerario, una cosa ti consiglio; la 1 tappa falla passando per la litoranea ( che poi non e’ tanto litoranea) ss125 fino a Santa Maria Navarrese, dopo Dorgali e’ stupenda, da non perdere assolutamente!
    Buone pedalate
    r
    Ross

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  20. Grazie Giacomo per la cronaca: completa, puntuale e simpatica come sempre. Leggendola davvero si ripercorre con la mente tutto il viaggio. Quest’anno poi le foto sono particolarmente belle e azzeccate. Per il giro del prossimo anno anzichè scrivere la cronaca potremmo fare delle riprese. No, girare un film no ! 😉

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